La Generazione Z è ormai nel mirino delle grandi aziende e rappresenta il target maggiormente studiato. Se un tempo erano i brand a influenzare le scelte di consumo, oggi sono i consumatori, o meglio la Generazione Z, a influenzare le azioni dei brand.

Millennials e Generazione Z sono termini ormai comuni nel linguaggio degli ultimi anni e se all’inizio non si sapeva bene a cosa facessero riferimento, oggi invece le idee sono molto chiare.

Millennials e Generazione Z indicano due generazioni differenti tra loro, ma con punti in comune. La prima racchiude i nati tra il 1980 e 1994, la generazione della “Community”. Poi c’è la seconda, comunemente conosciuta come Generazione Z o Centennial, che rappresenta i nati tra il 1995 e il 2015. Quest’ultima è la generazione composta dai veri nativi digitali, nati nell’era degli smartphone, del touch, dei selfie, iperconnessi e con una vita più online che offline.

Cos’è la Generazione Z

Per descrivere questa nuova generazione molto spesso si cerca di fare un confronto con i Millennials, ma se volessimo solo puntare a descrivere alcuni dei tratti distintivi della Generazione Z basterebbero poche parole.

Prima di tutto, sono social addicted. Social, social e ancora social. La Generazione Z risulta la generazione più attaccata ai social, rappresentando lo spazio dove potersi sentire vicino a persone simili e parlare liberamente.

Sono dipendenti dal mobile, lo strumento che permette loro di essere sempre iperconnessi e informati.

E poi, sono sopratutto amanti dello streaming. Sono cresciuti tra Netflix, Spotify e siti di film streaming.

Tre caratteristiche, quelle appena citate, che hanno inevitabilmente influenzato la loro visione di vita, i loro valori, le abitudini, i consumi, il modo di comunicare e i loro modelli di vita.

La strategia per la Generazione Z

Sbaglia chi pensa di poter adottare per la Generazione Z la stessa strategia utilizzata per i Millennial: non basta puntare alla multicanalità, questo target ha molte più sfaccettature ed è necessario conoscerlo a fondo per poterlo conquistare e renderlo una grande occasione di profitto per le aziende.

Secondo una ricerca di Ernst & Young, è una generazione molto influenzata da YouTuber o da influencer “della porta accanto”, con cui è più facile mettersi in contatto, a differenza delle celebrità. I giovani che rientrano in questo nuovo segmento apprezzano l’autenticità dei brand e cercano contenuti tramite cui possano esprimersi. Inoltre, sempre dalla ricerca promossa da Ernst & Young, risulta che la Generazione Z utilizzi i mezzi a propria disposizione per informarsi, promuovendo l’esperienza di pre-acquisto, più di qualsiasi altra generazione.

L’attenzione di questa generazione è sfuggente: essi passano da un brand all’altro alla ricerca della perfetta combinazione tra esperienza di acquisto e di consumo. Per le aziende riuscire a trattenere la loro attenzione, per più di qualche clic, rappresenta una vera sfida. Una semplice immagine statica su Facebook non è quindi il modo migliore per attirare la loro attenzione. Preferiscono essere partecipi di ciò che accade dietro a un marchio, conoscere i retroscena e familiarizzare con il brand.

Quale approccio con la Gen Z?

Il primo passo fondamentale per attuare una strategia, è quindi lo studio del target di riferimento, capire gli strumenti da adottare e gli eventuali soggetti da coinvolgere.

Trasparenza, semplicità e autenticità: queste le parole per descrivere una strategia apprezzata dai giovani di oggi. Più un brand è autentico e riesce a trasmettere e mantenere i propri valori, più ha possibilità di attirare e trattenere la Generazione Z. Generazione che, a differenza dei Millennial, non vuole nascondersi dietro ai filtri di Instagram, ma preferisce mostrarsi autentica e con determinati valori.

Infine, se l’azienda mostra e promuove il suo lato sostenibile, potrebbe avere ancora più speranze di entrare nell’orbita di interesse dei giovani Z. Questa generazione si presenta molto più vicina e attenta alle cause ambientali e sociali. Lo ha rivelato anche la ricerca Havas, secondo cui il 75% è disposto a scegliere un brand in base all’impegno sulla sostenibilità, indipendentemente dal prodotto o servizio che veicola.

Facendo capo a ciò che è stato detto prima quindi, i Valori e l’autenticità rappresentano il punto di contatto vincente.

La Generazione Z rappresenta quindi un’evoluzione. Restare al passo con questa e le prossime generazioni che verranno per le aziende non è facile. Rimanere aggiornati e apprendere come cambiare la propria strategia invece lo è.